Ho appena trascorso una settimana in Olanda con un collega e cinque studenti (un maschio e quattro femmine, tutti di terza liceo), in visita ad una scuola di lì. I ragazzi erano ospitati dalle famiglie degli studenti olandesi.
Come al solito l’esperienza è stata illuminante. Perché? Ecco alcuni esempi riportati in maniera acritica. A voi le conclusioni.
Scena 1: Caffetteria.Coffee break delle 11. Ragazzo olandese si struscia con una mia studentessa, la quale sembra gradire. Il mio collega la prende in giro ricordandole “Ehi, tu, ma non sei fidanzata?”. Lei arrossisce e noi ridiamo. Il ragazzo olandese mi chiede di tradurre ed io, correttamente, traduco. Lui chiede conferma alla mia studentessa che, con grandissima faccia di kiulo e occhietto ammiccante, si affretta a precisare “Yes, it is true, but not this week!”
Scena 2: Ultima sera. Tutti gli studenti decidono di andare in discoteca. Tranne una. Una delle mie. Il giorno dopo scopro perché. Era l’unica ad essere ospitata da uno studente di sesso opposto. Bello. Come il sole. Uno spettacolo della natura (ecco qui non riesco proprio ad essere acritica). Quando le ho chiesto come avesse trascorso la serata mi ha risposto “Lui non aveva voglia di uscire così siamo stati in camera sua a vedere un film con altri due suoi amici. Prof., erano più fighi di lui!”
Scena 3: Questa scena avviene il primo giorno. L’unico mio studente maschio viene ospitato in una famiglia molto sorridente e molto simpatica formata da genitori, due figlie femmine (bbbone) e un maschio. Siccome quest’ultimo si alza alle cinque e mezza tutti i giorni per consegnare i giornali, suo papà, preoccupato che la levataccia del figlio arrechi disturbo all’ospite, propone al mio studente di dormire con le ragazze invece che col ragazzo.
Secondo voi cos’ha risposto?