E’ un ragazzo del penultimo anno, è carino e sa di esserlo. Purtroppo è da tempo che concentra tutte le sue attività cognitive sullo sviluppo delle qualità utili a quello che farà da grande: il Merolone. Si presenta a scuola con una tuta da ginnastica molto figa tutta bianca. Se non fosse per quello stemma rotondo con uno Snoopy multicolor disegnato proprio sulla patta, sarebbe anonima.
Ma quello Snoopy colorato in tutto quel candore immacolato attira inevitabilmente lo sguardo. Pure il mio.
“Ammazza, che Snoopy” commento.
“Prof., ma che fa, mi guarda proprio lì?”
“Tesoro”, gli preciso, “quando ti sei messo quella tuta sapevi benissimo dove avremmo guardato tutti. Un bersaglio con una freccia fosforescente avrebbe fatto meno scena, sicuramente.”
La butto in caciara e ogni tanto lo guardo impietosita (lui, no lo Snoopy) “Poverino, ma pensa te se dovevi ritrovarti con lo Snoopy de fori, oggi!”
E gli altri bastardi a darmi man forte. “Prof. non è la prima volta. Avantieri si era dimenticato di chiudersi la zip dei jeans, allora sì che aveva lo ‘snoopy’ di fuori. Solo che questo Snoopy qui è molto più grande!”
Lui ha trascorso il resto della giornata con un foglio formato A4 (ma, a detta dei compagni, gli sarebbe bastato anche un francobollo) sul davanti.
A volte, fare la prof. è molto divertente.