Oggi per la prima volta ho pianto

per la scuola, per il lavoro. Roba da matti.

Non sono una prof. perfetta. Però mi spacco il culo, questo sì. Lavoro molto, moltissimo. Spesso gratis, laddove i miei colleghi più furbi si fanno pagare pure l’aria che respirano. Io mi becco sempre i progetti più sfigati, quelli con pochi soldi, che però sono anche i più interessanti. Ma non m’importa. Mi sta bene così. Mai un “grazie”, mai un “brava” dall’alto. Mai.

Ma dai ragazzi e dalle famiglie sì, per fortuna. E’ questo che conta, in fondo, no?

Continuo a lavorare controcorrente, in mezzo a tanti, troppi colleghi demotivati e sfaccendati che non hanno vergogna a non fare un cazzo in classe e che mettono il 6 politico perchè hanno la coda di paglia. Ai presidi prof. così fanno comodo, in fondo. Non c’è pericolo di ricorsi con loro perché non possono permettersi di bocciare nessuno. E questo li rende sopportabili, nonostante le famiglie più accorte protestino di tanto in tanto chiedendone l’allontanamento per nullafacenza. Ma non si può, non è permesso mandarli via, no no.

Io invoco la meritocrazia nella scuola. Sono stufa. Uno studente mi fa: “prof. con quella lì non facciamo mai un cavolo. legge il giornale, ci racconta del suo fidanzato, ci fa fare quello che vogliamo. ma si rende conto che quella lì guadagna quanto lei?”

Ho sempre guardato queste cose ora con distacco ora con una punta di segreta indignazione, andando per la mia strada, cercando di mantenere rapporti cordiali con tutti, lavorando come sono stata educata a fare, da sempre.

Ma oggi il distacco dalle miserie mi è costato troppo.

Una di queste nullafacenti mi ha aggredita in modo sguaiato accusandomi di cose che non ho fatto. Ha trovato la complicità di qualche altro collega imbranato. Ha provato a tirarmi dentro a delle beghe da donnette nelle quali non voglio entrare per niente. Tanto non ci voglio entrare che ho rinunciato ad una cosa alla quale tenevo.

Ha vinto lei, in sostanza, perchè ha ottenuto quello che voleva solo per principio e che io non voglio più perché le liti da cortile le trovo degradanti.

La  preside è in congedo elettorale, altrimenti mi avrebbe difesa (forse)  e avrebbe preso in mano la situazione. Ma non c’è ed io mi sono sentita sola.

L’unico modo per far cessare quei coccodé da cortile era fare quel passo indietro. Gesto di una certa eleganza, in quel contesto becero. Questo mi raccontavo in macchina, tornando a casa.  Ma poi, dopo, ho pianto.

 

 

 

 

29 commenti a Oggi per la prima volta ho pianto

  1. Zion scrive:

    Mi dispiace tanto. E’ così ingiusto.

  2. Emigrante scrive:

    Eleganza ed integrita’ sono due grandissime doti. Quando finisci di piangere te le ritrovi.
    un caro saluto

    • khatika scrive:

      Devo ricordarmelo.
      Anche se forse l’eleganza non fa per me, visto che poi mi costa tanta fatica. La prossima volta proverò con i cazzotti sulle gengive.

  3. achy scrive:

    Mi e’ bastato leggere le prime parole per incazzarmi. Mi sono ricordato del mio secondo anno di liceo in cui il prof di italiano e storia ci fece fare tutto l’anno senza fare niente perche’ diceva di non avere voce a causa dei comizi elettorali a cui partecipava. Alla fine dell’anno ci chiese quale voto finale secondo noi meritavamo. Per fortuna abbiamo avuto poi la prof di chimica che veniva in classe con il Silvestroni, aveva chiesto un permesso speciale per anticipare parte del programma dell’anno successivo, ci faceva sgobbare, un mito insomma! Dai banchi di scuola i ragazzi iniziano a formarsi, gli insegnanti come te sono preziosi!

    • khatika scrive:

      Achy, tipi così ce ne sono troppi nelle scuole. E sono proprio quelli che poi avanzano pretese con più protervia o che affollano le categorie degli yes-men yes-women che tanto comodo fanno alle dirigenze. Dovrebbero mandarci gli ispettori in classe, cazzo, e fare un po’ di pulizia.

  4. giapatoi scrive:

    Kat, mia adorata, occorre trovare un’altra via.
    Scovare il modo di evitare di abbassarsi al livello pollaio ma non darla vinta a chi urla semplicemente di più.
    Perchè , certo , tu hai fatto un gesto elegante, che però sarà inteso dai più come una conferma della ragioni della tua petulante collega.
    “Chi urla di più la vacca l’è sua” dice un detto , odioso,di queste parti.
    CI vuole pazienza e pazienza, ma il momento di rendere lo sgarbo alla signora arriverà.
    Senza rancore , con distacco.Con lo stessa sbrigativa indifferenza che si usa per scacciare una mosca.Non è vendetta , è ripristino dell’equilibrio cosmico.
    Se poi non hai tempo di aspettare chiamami, qualche trucchetto miei clienti più affezionati me lo hanno insegnato ! :0)

    • khatika scrive:

      Ma, sai, io credo che alla fine poi parlino i fatti. La vicepreside e il resto della comunità scolastica ieri hanno espresso apprezzamento per le buone intenzioni dietro al mio ritiro, ma non lo hanno accettato. Lunedì verranno prese delle decisioni dall’alto. Vedremo.
      Nel frattempo, però, perché non mi erudisci su qualche trucchetto dei tuoi affezionati clienti? Dai dai dai.

  5. xanthippe scrive:

    Tutto arriva a chi sa aspettare. E io sono una sostenitrice delle vendette servite fredde e dei cadaveri che passano sul fiume. E però dare una mano al karma ci sta.

    [Giap, ti adoro. :o )]

    • khatika scrive:

      Io ho la tendenza a dimenticare i torti subiti, purtroppo. Ma mi richiede tempo. Ora sono nella fase dell’incazzatura, ancora. Perciò o ora o mai più. La mia vendetta sarà consumata a caldo. Si accettano idee :-)

  6. SBBoston scrive:

    E comunque, quando molto presto la signora, contemplando nel silenzio della notte lo sfacelo che le quattro ore di attacco di diarrea esplosiva da cui sarà affetta hanno provocato nel suo bagno, si chiederà: ma per caso, qualcuno me l’ha tirata? Ecco, forse non lo verrai a sapere ma, nel caso, sallo che ho stato io

  7. khatika scrive:

    Bost, ti adoro quando fai così 👿
    Mi sto sganasciando e sai perché? La signora in questione è una montagna alta e obesa di circa un centinaio di chili. Ed io mi sto immaginando gli effetti devastanti di 4 ore di diarrea esplosiva nel suo minuscolo cesso. Godo.

  8. Anna8 scrive:

    Io a certa gente … mi dispiace, é frustrante quando queste cose accadono e capisco bene la sensazione del pianto-sfogo e l’amarezza che ne deriva.
    Posso solo aggiungere a commento quello che un’amica sarda mi insegnó: si perdona ma non si dimentica … quindi vai con la vendetta a caldo. Seguendo i consigli di Boston: guttalax nel caffé.

  9. pigrazia scrive:

    Mi hai fatto pensare agli ultimi anni del liceo e ricordare la ragione per la quale nonostante un’abilitazione, io non abbia mai perseguito la strada dell’insegnamento.
    Anche se purtroppo gli incapaci che ricevono immeritate gratificazioni sono dappertutto e ci sono sempre stati.
    E mi è tornata in mente anche questa, che secondo me deve essere stata scritta dopo un bel pianto di rabbia:

    Tired with all these, for restful death I cry,
    As to behold desert a beggar born,
    And needy nothing trimm’d in jollity,
    And purest faith unhappily forsworn,
    And gilded honour shamefully misplaced,
    And maiden virtue rudely strumpeted,
    And right perfection wrongfully disgraced,
    And strength by limping sway disabled
    And art made tongue-tied by authority,
    And folly, doctor-like, controlling skill,
    And simple truth miscalled simplicity,
    And captive good attending captain ill:
    Tired with all these, from these would I be gone,
    Save that, to die, I leave my love alone.

    Alla fine si passa sopra a tutto, perché ci sono cose ben più importanti, per le quali vale la pena di vivere ed essere felici.
    Ma sono sicura che se avesse avuto del guttalax, le sue belle soddisfazioni se le sarebbe prese anche il buon Will…

  10. Gatto scrive:

    Prof, lasciala perdere quella befana, sei in pace con te stessa e questo basta. non puoi farti carico dell’astinenza sessuale delle colleghe invidiose. di solito non sono d’accordo con la Xa sul passaggio del cadavere, ma questa volta è talmente evidente che prima o poi passerà che conviene davvero aspettare

    • khatika scrive:

      ci hai beccato riguardo all’astinenza sessuale, sai? quella lì è ridotta malissimo. esce con un ragazzetto bifolco che è la metà di lei (come età e come stazza) e per giunta è lei che paga la cena (di solito in paninoteca) pur di farsi trombare. una roba tristissima. ecco perchè è incazzata col mondo, ma non per questo deve prendersela con me.

  11. mintossicobirra scrive:

    Profe, Le ho già detto che la soluzione è un po’ di fertilizzante nel serbatoio. O carta vetrata da carrozziere sul vibratore.

  12. khatika scrive:

    CARTA VETRATA DA CARROZZIERE SUL VIBRATORE!
    Mint, tu sei un genio! :-) )))

  13. khatika scrive:

    Dall’alto della tua versione hai pensato pure alla versione maschile della tortura? cioè guanto di cartavetrata per fai da te? io sì.

  14. mintossicobirra scrive:

    Quello potrebbe anche essere piacevole.
    Come ultimo desiderio nel braccio della morte.

  15. khatika scrive:

    certo, per rendere la morte più accettabile.

  16. NotForEver scrive:

    lo so che non ti consola, lo so perchè non consola nemmeno me quando leggo cose del genere
    ma le prof che mi hanno insegnato di più (lavorando ovviamente, che certe cose non sono come lo spiritosanto che discende dal cielo) mi sono ancora nel cuore, con un affetto che non immagini

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