“Ciao, Rosetta, t’ho portato della stoffa: vorrei farmi un vestito”
“Ah, vediamo…nero!"
“Sì”
“Una roba elegante?”
“No, per tutti i giorni”
“Mh mh. Allora, come lo facciamo?”
“Una roba semplice, ecco. Lungo fino ai piedi”
“Semplice, da tutti i giorni, ma nero e lungo. Mah, come dici tu. Lo facciamo un po’ scollato?”
“Nooooo, per carità. Lo voglio accollato, accollatissimo!”
“Ah. Beh, allora potremmo fare uno scollo all’americana e lasciare le spalle nude”
“Nooooo. Voglio le maniche lunghe”
“Lunghe. Cioè lunghe nel senso di lunghe? Fino alle mani?”
“Lunghe, Rosè. E mettimi pure un bell’elastico ai polsi, così le maniche non scivolano su”
“Vabbè, come dici tu. Almeno facciamolo un po’ sfiancato, magari attillato, così almeno mettiamo in risalto un po’ di forme!”
“Nooooooo, per caritadiddio! Una cosa larga, larghissima, e lunga, tanto da coprirmi bene!”
“Ummadonna, ma se volevi un burqua lo potevi dire!”
Lei scherzava.
Lei.
Archivio delle Categorie: alì polpett in terra d’arabia
LETTERA APERTA AD UN MARITO A TEMPO DETERMINATO
Caro AlìPolpett, detto anche BelPolpett,
io, come tu ben saprai, ti voglio bene assai ma, come spesso avviene, è proprio il grande amore che si trasforma nel tritacarne di se stesso e conduce gli uomini e le donne verso i delitti più efferati.
A giugno sei tornato a casa dopo due mesi di assenza, carico di progetti per noi due. In tre settimane, mentre io credevo di vivere nella pienezza dell’idillio per il tuo ritorno, tu hai fatto in tempo a contattare varie maestranze per, nell’ordine, iniziare i lavori di ristrutturazione nel B&B, ridisegnare completamente gli esterni di casa, installare l’impianto fotovoltaico in terrazza e riattivare le cisterne d’acqua per l’irrigazione del giardino, ma senza coordinare in successione le date d’inizio lavori.
Poi sei ripartito.
Ti immagino mentre, sull’aereo che ti riportava a Ryadh, comodamente seduto in business, ti sfregavi le mani soddisfatto, con l’aria furba del satanasso che ha appena mollato una bomba a mano e se l’è data a gambe.
A seguito degli eventi successivi alla tua partenza, è necessario che tu sia informato sullo stato di alcune cose. Sappi, dunque, che nel mio animo, notoriamente incline alla bontà, all’altruismo e alla gentilezza si sta facendo strada un tutt’altro modo di sentire, sai?. Nella mia testa si affollano immagini inquietanti. Vedo il muratore maneggiare il piccone per spaccare la dura pietra della casetta? Ebbene, io immagino di rubargli il piccone e schiaffartelo in testa. Ascolto la vecchietta del piano di sopra lamentarsi del fatto che è tanto depressa e il rumore le dà sui nervi che mica possiamo fare tutto quel baccano e che cosa dobbiamo fare qui dentro e la pipetta del gas mica la possiamo mettere sotto casa sua che i figli sono a milano che ce li abbiamo tutti i permessi che lei è tanto depressa? Ebbene, io vedo me prendere la vecchietta per le gambe, rotearla per aria, giusto un paio di giretti, e poi usarla come clava contro le tue gengive. Arrivano i vigili per fare la multa perché nel centro storico bla bla bla se vuoi parcheggiare un carretto…per scaricare le pietre…bla bla bla… permesso giornaliero…bla bla bla autorizzazione bla bla bla. Ebbene, mentre le loro voci sbiadiscono sempre più e perline di sudore rigano le mie tempie, la mia attenzione è catturata dalla pistola alla cintura. Ma tu non ti preoccupare, amore mio, fino a quando starai lì dove stai adesso, non corri alcun pericolo. Ti consiglio di rimanerci per un bel po’, se non vuoi vedere le tue palle appese al campanello del B&B.
Con tanto ma tanto tanto tanto ma tanto amore.
La tua devotissima futura ex-moglie Katika
Scherzi del T9
Sms da: Polpie(arabia)
"Ciao ci sentiamo dopo
vado a cena
amo un collega"
direi che sto proprio a posto, sto.
la posta del cuore
Avete il sospetto che vostro marito vi stia diventando arabo inside e cercate le prove?
Ebbene, care amiche, prestate attenzione a questi segnali:
- la prima cosa che dice appena vi incontra dopo mesi è “quanto è bello il verde!”. Ovviamente il commento non è riferito ai vostri occhi, né alla pashmina che avete attorno al collo, né allo smeraldo che pensate vi stia regalando per attutire i suoi sensi di colpa, ma al verde della campagna.
- quando gli date un appuntamento dicendogli “ci vediamo dopo, allora?” lui risponde “Inshallah”
- al primo sorso di birra ha le visioni e un sorso di vino è sufficiente ad impastargli l’eloquio
- con aria da sopravvissuto vi confida “io laggiù ho imparato ad essere invisibile”
- tutto ad un tratto comincia a guardare le donne con malcelato interesse, mentre prima (se lo faceva) operava con stile e low profile mentre adesso lo beccate a fare l’occhiolino alla dj zoccola durante l’happy hour
Allora siete a serio rischio chador, per non dire altro, amiche mie.
IL CITTADINO ITALIANO E LE AMBASCIATE
Nell’immaginario di tutti forse l’idea dell’ambasciata del proprio paese all’estero si avvicina molto al concetto di casa-porto sicuro-luogo protettivo, una specie di bozzolo dove funzionari dalle cariche altisonanti sono al tuo servizio per venire incontro alle tue esigenze, un luogo dove ricevere attenzione e dove poter essere ascoltati, soprattutto quando ci si trova in luoghi o contesti percepibili come "difficili".
Purtroppo, però, se sei un italiano in Arabia Saudita devi immediatamente ricrederti perché scopri che la tua ambasciata è praticamente inaccessibile. Prima di tutto bisogna prendere appuntamento ma non è detto che qualcuno sia disposto a riceverti. Un collega del Polpetta un giorno ci è andato senza appuntamento perché aveva una questione urgente e non gli hanno neanche consentito di varcare il cancello. L’omaccio della guardiola gli ha detto che per le emergenze avrebbe dovuto telefonare al numero verde dell’ambasciata. Ma come al numero verde, dice il collega del polpie, sono proprio qui davanti e devo chiamare al telefono? Vabbè. Alla faccia delle emergenze.
Un altro collega, invece, memore dell’avventura di cui sopra, si cautela e prende appuntamento. Arrivato lì, l’omaccio della guardiola lo blocca al cancello e gli dice che il funzionario è occupato e che potrà riceverlo appena si sarà liberato. E lo costringe ad aspettare sul marciapiede, sotto al sole e ai 36 gradi del sole del deserto. A nulla sono valse le rimostranze del collega del polpetta (ci sarà un ingresso, una sala d’aspetto, uno sgabuzzino, no, dove poter aspettare all’ombra!). Dopo una ventina di minuti arriva il maresciallo dei carabinieri (che bello, i carabineri, italia, casa) che lo apostrofa con modi molto bruschi asserendo che, pur essendo cittadino italiano, lui nell’ambasciata italiana non ci può neanche entrare finchè il funzionario con cui ha preso appuntamento è impegnato. Detto ciò il maresciallo dei carabinieri (che bello, i carabinieri, casa, italia sta cippa) gira i tacchi e se ne va.
Sta di fatto che ora il polpetta, preso dal sacro fuoco dei vendicatori dei giusti e dei difensori delle cause perse, ha deciso finalmente di andare in ambasciata a registrarsi, ma solo per poter avere l’occasione di essere provocato e quindi di mangiarseli vivi.
Chissà perchè, ora lui c'ha questa idea qua (quando va in fissa non ce n'è) che questi dell’ambasciata sono dei privilegiati che si godono i loro superstipendi per non fare un cazzo tutto il giorno, tra un ricevimento e l’altro; chiunque arrivi a deviarli dalla loro placida nullafacenza viene percepito come uno scorticatore di coglioni e come tale liquidato.
Mi chiedo se gli altri italiani all’estero condividano la stessa esperienza.
Eccomunque, Viva l’Italia.
PASQUA BUONA
Vigna potata.
DIA pronta.
Ciclamini resuscitati.
Compiti corretti.
Piante appassite per disidratazione prontamente sostituite da replicanti.
Casa perfettamente (?)a posto.
Ceretta fatta.
Parrucchiere prenotato.
Il Polpetta Volante è sulla via del ritorno.
paese che vai…

Purtroppo, studiare a fondo il manualetto qui di fianco non ha evitato al Polpetta di fare la sua figura marrone qualche mese fa.
Fra le ultime prove di selezione c’era pure l’esame al simulatore. Esaminatori arabi, lingua ufficiale inglese.
Finito l’esame, c’era il briefing per i risultati.
“Cpt. Polpett, purtroppo durante il simulatore c’è stato un problema…”
“Cazzomerda, avrò cannato una procedura” pensò il Polpetta e chiese educatamente spiegazioni, visto che aveva fatto l’Eroico Pilota e portato comunque l’aeroplano a terra.
“Quando c’è stata la depressurizzazione in cabina e un motore in fiamme e il sistema elettrico fuori uso e il carrello rotto, ha imprecato”
“Ah…”
“Ahhhh, sì: lei ha detto quella parola lì, ef-iu-si-kei”
“Ah…ehm…sorry”
“Sa, può essere pericoloso…
(“più di un motore in fiamme, depressurizzazione in cabina…ecc.ecc” si chiese il polpetta)
“…perché non può sapere chi le è seduto a fianco durante un turno. Se c’è un collega arabo piuttosto osservante non sa mai come potrebbe reagire e questo potrebbe costituire un ulteriore problema”
Allora, siccome nelle mie ansie non ho nessuna voglia di aggiungere al motore in fiamme, al carrello rotto-eccetera pure la sciabolata alla carotide da parte collega islamico offeso dal “fuck”, ho sottoposto il Polpetta ad un indottrinamento intensivo, in modo che nella sua testa avvenga questa equazione: Parolaccia=Dialetto.
Adottando l'approccio skinneriano Stimolo-Risposta-RInforzo (funziona pure per addestrare i cani) ho strutturato le mie lezioni più o meno così:
"DEPRESSURIZZAZIONE!"
"L'àn-m d chitemmùrt e stramùrt"
"Bravo amore, ora puoi assaggiare questo meraviglioso pecorino di fossa"
"MOTORE IN FIAMME E COPILOTA INFARTUATO!"
"Chedda puttanazz d ma-mt!"
"Meraviglioso! ora puoi farti un sorsetto di questo barolo che ti ha portato lo zio!"
"CARRELLO ROTTO E SISTEMA ELETTRICO FUORI USO!"
"Chedda bucchinar d sor-t!"
"Evvai! gusta questa tavoletta di cioccolato di Bonaiuto all'80%"
La sessione veniva ripetuta almeno 3 volte di seguito, tutti i giorni per una settimana.
Se non funziona lo chiudo in collegio dai gesuiti.
NEWS FROM THE EXPAT
Esempio: è reato festeggiare San Valentino, definita “a Western celebration of romantic love that corrupts Muslim youth”. In quel giorno è stata vietata la vendita e il trasporto non solo di fiori ma persino di oggetti e accessori di colore rosso (il colore della passione) o vagamente allusivi alla festività.
Esempio: un indiano che lavorava nel compund di Alì Polpett è stato arrestato dalla Muttawa (la polizia religiosa) perché durante la preghiera stava lavorando. Si è fatto tre giorni di galera e torture, cercando invano di spiegare che le preghiere islamiche non le può sapere perché lui è indù, ma niente, per loro gli indiani che si professano di altre religioni sono apostati. E’ stato liberato grazie all’intervento dell’ambasciata.
POST AD ALTO CONTENUTO I&N – STARE ALLA LARGA
NOTIZIE DALLA TERRA D’ARABIA
Fin qui nessun problema, sono quasi certa che il lady dei lady boys non sarà lui, perché, come orgogliosamente afferma, lui è "one-way only".
Ciò che rende la faccenda oltremodo inquietante è che le fettuccine alla bolognese le preparerà il padrone di casa, un inglese di nome Richard.
Ecco, io ora spero tanto che questo Richard abbia pietà del mio povero AlìPolpett e che almeno non allunghi il sugo col ketchup.