MA PERCHE’ LE MIE LEZIONI DEVONO SEMPRE FINIRE A CAZZO?

Trattare  Jude the Obscure di Thomas Hardy  con una classe mista dagli ormoni imbizzarriti può avere degli sviluppi imprevisti. Chi l’avrebbe detto che un signore animato da profondo pessimismo e da una visione della vita derivante da un misto di influssi vari (determinismo, naturalismo francese, tragedia greca, Darwin, Schopenhauer) per cui l’uomo a)è privato del libero arbitrio perché pesantemente condizionato da forze estranee, b)è tiranneggiato dal fato che interviene sempre a metterci del suo e scombina tutti gli umani sforzi, c)è affetto da una sfiga pazzesca perché nella vita vanno avanti solo i più forti e non i più meritevoli (per cui premi e punizioni divine sono attribuite a cazzo),   d) è illuso da una provvidenza che nei momenti più cruciali se ne fotte altamente e ti lascia nei casini,
chi l’avrebbe detto, dunque, che avrebbe offerto spunto ad una discussione animata riguardante l’amicizia tra maschi e femmine?
 
Anzi,  la questione precisa era: può esistere l’amicizia tra maschi e femmine?
 
Tutte le femmine hanno risposto che, certamente, è possibile, eccome!
 
Tutti i maschi hanno risposto di no, naturalmente, non è possibile, ci mancherebbe!
 
“Perché? Perché per voi non è possibile avere un’amica femmina?” chiedo ai maschi, sapendo perfettamente a cosa andavo incontro e immaginandomi la scena di Harry ti presento Sally, quella dove Billy Crystal, mentre mangia l’uva e sputa i semi contro il finestrino chiuso, spiega ad una Meg Ryan inorridita che non è possibile per un maschio avere un’amica femmina perché pensa sempre di portarsela a letto.
 
In effetti la versione contemporanea adolescenziale di Billy Crystal è stata:
 
“Prof., perché interviene sempre il pensiero dell’ “Amica Chip”.
 
Ci ho messo un po’ a realizzare cosa volesse dirmi.
 
Poi mi sono schiantata sulla cattedra.

QUESTA PIACERA’ A BOSTIE

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Cazzafrullando qua e là per la rete ho scovato questi anagrammi:


Rome was not built in a day =  Any labour I do wants time.

The Leaning Tower of Pisa  = Listing feet, or now a heap? oppure I warn thee of giant slope! oppure A steep roof angle within? oppure A new hope for easing tilt.

The Great Wall of China = A right tall fence? Whoa!

Io ho gradito parecchio, ma forse ho preso troppo sole.

METTI CHE QUEL GIORNO IL BENZINAIO E’ INCAZZATO

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Il mio orario di oggi prevedeva solo il biennio.

In realtà io trovo molto più stimolante fare lezione al triennio, però a volte una giornata a spiegare le differenze di pronuncia tra fool, full e fuel può offrire degli spunti di inaspettata comicità.

 

AVANTI UN ALTRO

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E’ arrivato il nuovo lettore d’inglese. Si chiama Adamo e viene dalla città del grande bardo. E’ magro come un acciughino, ha gli occhialini tondi e assomiglia a Harry Potter, ma con i capelli rossi. Ad altezza ci siamo, sarà il primo lettore inglese che guarderò dritto negli occhi.

La prossima settimana è in prova nelle mie classi.
I miei pochi lettori seguiranno certamente con la dovuta empatia  gli sviluppi di questa faccenda.

Discrezione

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Oggi leggevamo di Tess of the D’Ubervilles che rimane incinta (“she finds herself pregnant” dice il riassunto della trama)  quando una delle mie alunne osserva che la parola "pregnant" non se la scorderà più per via di un episodio successo durante lo stage negli States.

Durante una escursione, non ricordo più dove, a questa mia ragazza scappava la pipì. L’unico luogo nelle vicinanze era un ristorante dall’aria molto pretenziosa e pieno di gente seduta ai tavoli a lume di candela. Io le suggerisco di provare a chiedere la cortesia di usare il bagno. Lei, scettica, mi chiede:


“prof, è un posto sciccoso, e se non mi fanno andare?”

“senti, se ti fanno storie … dì che sei incinta”

“ah, e come si dice incinta?”

“pregnant.”

“ok. grazie, prof., ci provo”

 

Prima che io potessi far niente per impedirlo, lei entra nel locale urlando I AM PREGNANT!!! I  AM PREGNANT!  THE TOILET, PLEASE! lasciando nello stupore commensali e  camerieri.

Il manuale del saggio docente prevede che in questi casi la prof. si eclissi immediatamente e vada a gettarsi per terra a ridere scompostamente lontano da occhi indiscreti, cosa che io ho diligentemente fatto.

(Categoria: “io questi non li conosco”)

summer jokes n. 1

How to Impress a Woman
  Wine her, Dine her, Call her, Hug her,
  Hold her, Surprise her, Compliment her,
  Smile at her, Laugh with her,
  Cry with her, Cuddle with her,
  Shop with her, Give her jewelry,
  Buy her flowers, Hold her hand,
  Write love letters to her,
  Go to the end of the earth and back for her.

How to Impress a Man
Show up naked.
Bring beer.

Tutto sommato, ragazze mie, non ci va poi tanto male…

CON PATATE E ROSMARINO

 

Basta un nonnulla, per esempio un’acca non pronunciata.

 

In più aggiungiamo un lettore tragicamente  impreparato all’insegnamento della sua lingua e dunque all’oscuro di concetti come prevedibilità dell’errore o  “transfer mistakes”,  una ragazzina di 4° ginnasio e una professoressa d’inglese sadica.

 

Contesto: Interrogazione.
Topic:  verbi che esprimono stati d’animo: like, dislike, love, hate

 

La  ragazzina deve tradurre  “La prof. odia i topi” (The teacher hates rats)

La ragazzina traduce “The teacher hate the rat”, sbagliando la grammatica.

ma dice “The teacher ate the rat”, sbagliando anche la pronuncia ma offrendomi su un piatto d’argento una frase memorabile (la professoressa ha mangiato il topo) e l’occasione di cinque minuti di pura felicità.

La teacher lo sa che gli studenti italiani fanno sempre quell’errore lì, non pronunciare l’acca, ma Dick- Bietolone non lo sa ed è anche naif al punto giusto.  La teacher per il momento non interviene, vuole correggere altre cose, la pronuncia la mantiene un attimo in stand-by. 

 

Ma, soprattutto, viene assalita dalla voglia di punire quello sbarbatello perché in quell’unico giorno della settimana in cui tollera la sua presenza le combina tanti di quei casini che poi deve sprogrammare e riprogrammare i ragazzi, facendo il doppio della fatica. E poi il Dick-bietolon deve pa-ga-re perché ha fatto confusione tra i poeti romantici scambiando nomi e cognomi e possibilmente scontare pure il fatto che oggi le ha dormito sulla cattedra per tutto il tempo, salvo svegliarsi alla parola “rat” e investirla con i miasmi agliacei della sua fiatella mattutina !

 

E Dick il Bietolone strabuzza gli occhioni grigi e li punta sulla ragazzina e poi sulla prof. sadica, la quale lo lascia soffrire e fa finta di niente. E lui la fissa ancora di più, spalanca la bocca, e solleva appena il labbro di lato, quel tanto che serve a scoprire la gengiva sopra al canino. (A proposito, Dick, che cazzo è, quella, la tua massima espressione di disgusto?)

 

Fu così che il Bietolone tornò a Dover con un  dubbio nella testa: ma alle prof italiane piacciono i topi?

Trottolino amoroso tutulalalà

Una brava prof. certe volte deve tirare le orecchie ai suoi studenti, soprattutto quando sbagliano i nomi dei personaggi. I nomi sono importantissimi. Non c’è niente che faccia innervosire una brava prof. quanto l’approssimazione.

 

Katika credeva di essere una brava prof.

Stamattina ha capito che non ce la farà mai ad esserlo veramente. Perché invece di agitarsi sulla sedia e irrompere in una sgridata piena di sdegno si è rotolata per terra dalle risate (e con lei tutta la classe).

Interrogazione.

Studente:    “…and Marcuzzo was killed”

Katika:       “Marcuzzo?! Who’s Marcuzzo? May be you want to say Mercutio!”

Studente:    “Va be’ prof., Marcuzzo nell’intimità!”

A mia discolpa ora io mi chiedo: ma qualcuno di voi avrebbe resistito?