Eccomiiiiii!
Lo so, lo so, è da tanto che la vostra eroina non vi aggiorna sulle sue avventure. In sintesi, in questo tempo di assenza ho:
- Avuto due volte l’influenza.
- Avuto 15 giorni di coliche addominali la cui origine è tuttora un mistero
- Lanciato ogni serie di invettive contro la cultura del dolore dei nostri ospedali (non capisco perché in Italia per scoprire che cazzo c’hai all’intestino ti debbano infilare un tubo nel culo e fartelo risalire fino allo stomaco, A CRUDO, senza anestesia) (a proposito, ancora non ho avuto il coraggio, che andassero affanculo, ma non il mio, di grazia)
- Smesso di fumare. Lo so, lo so è la terza volta che ci provo, ma sono già due mesi che non spippetto.
- Cercato la dieta miracolosa per perdere i 4 kg in più dovuti all’astinenza da fumo.
- Fatto la mia ennesima figura di merda a scuola.
In questo post vi narrerò quanto successo al punto numero sei.
Setting: scuola semivuota, sala professori, tardo pomeriggio
Personaggi: Katika e collega simpatica di ginnastica, Ms D.
Le due affiatatissime colleghe sono accasciate su due sedie della sala professori in attesa che inizi il consiglio di classe di loro pertinenza, che è anche l’ultimo della giornata. Non c’è nessun altro intorno. Le nostre voci rimbombano. Gli altri colleghi o sono ancora nel consiglio precedente o sono andati via. La sala professori in realtà non è una sala, è un pezzo di ingresso diviso dal resto da una cassettiera molto alta, che funge da separé.
Ms D. è una donna simpaticissima e anche un bel pezzo di gnocca. La sua bonazzaggine, però, di mattina è sempre un po’ mortificata dalla sua tenuta da lavoro (tuta e scarpe da ginnastica) mentre in occasioni come questa, quando può vestirsi come tutte noi comuni mortali, viene fuori in tutto il suo splendore.Vado molto daccordo con lei e le volte che capitiamo insieme facciamo le sceme.
K: “Ammazza, se sei bona oggi!”
Ms D: “Inutile che ci provi, tanto non te la do”
K: “Uuuhhh, che montata!”
Ms: “Uff… che palle sti consigli, adesso ci tocca pure la mamma di Alessia: quella è un’attaccabrighe. Che ora è?”
K: “Le sei e mezza”
MsD: “Uè uè, ti sei messa i tacchi? Anche tu fai la tua porca figura quando decidi di vestirti da femmina!”
K: “Ehi guarda che avevi detto che non me la davi. Stai cambiando idea?”
Passano un paio di minuti, durante i quali aggiorniamo i rispettivi registri.
Ms D. (tirando fuori il pacchetto di Marlboro Lights dalla borsetta): “Cara, ce ne facciamo una veloce? … azz… è vero, tu non più… ormai”
K (lanciando occhiate di tenera nostalgia alle sigarette e per niente consapevole del doppio senso di quanto stava per dire): “E lo so, ma vengo con te lo stesso, almeno te l’annuso un po’”
Aggiriamo la cassettiera e ci dirigiamo verso l’uscita. La mamma di Alessia era lì, esattamente dietro alla cassettiera, in attesa del nostro stesso consiglio di classe.
Ci ha lanciato uno sguardo strano. Chissà che aveva.