Cronaca del primo giorno

Ore otto meno un quarto.
Arrivo e sono già tutti  lì sotto al portico.  Mi vengono incontro e si dispongono tutti intorno.
“Prof, aiuto!”
“Io non so un cacchio di niente!”
“Proooooof. Mi viene da vomitare!”
“Prof.,  ma che sfiga: proprio oggi mi dovevano venire le mestruazioni?”
”Prof. com’è la commissione? E' vero che sono un po’ stronzi?”
“Prof. è vero che esce la traccia su Pascoli? Guardi che cartucciera che mi sono attrezzato qui nelle mutande!”
 
 
“Tranquilli, ragazzi. La commissione è bastardissima, voi siete delle autentiche capre e, naturalmente,  sarete bocciati tutti. E tu non fare quei gesti apotropaici!”
 
“AAAAAAGGGHHHH, proooooof, guardi,  mi tremano le mani per il nervoso”
 
E’ vero. Sono palliducci, alcuni hanno occhi gonfi per la nottata agitata, altri fumano una sigaretta dietro l’altra, per la serie “checazzomenefregammè”. Gli enormi vocabolari d’italiano sotto al braccio. Mi fanno tenerezza.
 
“Ragazzi, parliamo di cose serie: avete da mangiare e da bere per le prossime sette ore?”
“Seee, e chi ha fame! Abbiamo lo stomaco chiuso!”
 
Li convinco ad andare al bar a rifornirsi di panini e acqua.

Guardano noi commissari interni come fossimo il loro ponte levatoio personale tra il presente e il loro futuro, hanno bisogno di sostegno e di senso di familiarità. La presidente di commissione mi convoca per delle faccende burocratiche da sistemare ma poi ritorno fuori dai ragazzi, il richiamo della foresta. Mi si fanno intorno manco fossi la madonna di pompei “Prof., che le ha detto? Si sa quando iniziano gli orali? E’ riuscita a sbirciare le tracce?”
“Ma che siete matti? Le buste sono ancora chiuse!”

Poi improvvisamente tutti in sincrono si ricordano che le loro esistenze dipendono da un ultimo controllo alla parte in inglese delle loro tesine e mi sommergono da libelli dalle copertine più fantasiose e dai titoli improbabili.
Arrivano le altre due povere madonne di pompei delle mie colleghe e i commissari esterni.
Ci siamo tutti. Si può cominciare.
Noi siamo qui per parare i colpi, per rendere questa grande prova più sopportabile, per acchiapparli per i capelli quando rischieranno di cadere e, al momento giusto, per trascinarci al bar il prof. esterno più carogna.
Durerà 10 giorni. Dopo non saranno più gli stessi.

ESAMI – ULTIMO GIORNO

Oggi ho pianto in silenzio, chiusa nel bagno dei professori. Mi capita sempre così quando il senso d’impotenza e  di fallimento di fronte a ingiustizie incomprensibili diventa intollerabile.
Oggi ero sola a lottare. La timidezza (vigliaccheria?) ha prevalso in quelli che dovevano essere al mio fianco.
E allora due delle mie studentesse più in gamba e cazzute domani piangeranno le mie stesse lacrime perchè la loro eccellenza non è stata riconosciuta da un paio di perfetti estranei, animati solo da semplice puntiglio e spirito di contraddizione, non dalla ragione.
Quel cento negato peserà come un macigno sui cuori delle mie ragazze, quei due punti di bonus rifiutati (che ben poco sarebbero costati a noi) avranno il sapore amaro della prima vera delusione della loro vita. Ed io ne sono responsabile quanto gli altri.
Che merda di lavoro, ragazzi miei.

SEMPRE DALLA VOSTRA INVIATA (EMBEDDED)

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Porcoggiuda che faticaccia ci hanno fatto fare agli esami!

Come prevedibile, la terribile domanda di matematica della terza prova ha messo a tappeto tutti, pure i più bravi.

In realtà la domanda era semplicissima, sono i miei ragazzi ad essere delle irrecuperabili capre selvatiche. Sono degli umanisti, loro, tzè. Mortacci loro. Intanto io e madame figà abbiamo fatto la spola tra i più bravi e le vere capre DOC per cercare di, uno, capire che minchia c’era scritto e disegnato sul foglio dei bravi, due, dirigerci con la massima nonscialàns verso le retrovie, cercando di non dimenticare per strada quello che avevamo sbirciato, per riferire esattamente ai più deboli.

Chi ci ha reso la vita difficile è stato (e come ti sbagli?) il Duro perché non sa neanche cosa siano le ascisse e le ordinate, figuriamoci afferrare al volo i nostri suggerimenti!  L’agonia ha avuto termine quando la presidente di commissione si è accorta del viavai intorno a lui e ci ha chiesto di moderare gli “input”. Lui l’ha smontata (poi è venuta a ridere di nascosto dietro l’armadio) rassicurandola così:

“Presidente, tanto non capisco neanche i suggerimenti: è come se uscissero i sottotitoli in arabo!”.

Orevuar al prossimo collegamento.

IN DIRETTA DALLA VOSTRA INVIATA

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Stanno organizzando “La notte prima degli esami”:

Tutti i maturandi della scuola si sono dati appuntamento  stasera in spiaggia  per bere birra, sputarsi addosso i semi dell’anguria,  pomiciare, sparare cazzate e farsi due  canne aspettando l’alba. Io spero per il loro bene che Zeus P&T (Pluvius & Tonans) continui nella sua opera, altrimenti non oso davvero immaginare quali stupefacenti acrobazie letterarie toccherà correggere alla commissaria d’Italiano. Poverella.