Tu guttalax, io…

 

Torni a casa dopo una giornata del cavolo  e trovi  a tavola un piatto così e quest’altro (linguine fresche con tocchetti di pescatrice, julienne di zucchine, zafferano e curry):

 

Il Polpetta, come fa di solito quando mi vede un po’ giù, ha provveduto ad un pranzetto consolatorio, perchè lui sa come prendermi.

E capisci due cose: 1.  che hai fatto bene a sposartelo uno così; 2. che la tua vera vita non è in mezzo alle befane diarrotiche ma  è lì, da lui e in mezzo a quelle chele.

magic moments

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Antefatto:

Il katika-brother è un padre di famiglia superimpegnato che ha sempre dichiarato che l’unico momento in cui può starsene tranquillo per una mezz’oretta e leggersi in santa pace il  suo amatissimo National Geographic è quando si chiude in bagno per espletare le sue funzioni naturali. Purtroppo, da un po’ di tempo anche l’inviolabilità del sacro momento viene profanata in maniera quasi compulsava dalla sua piccola peste (nonché mia nipotina) che trova molto divertente bussare alla porta per ogni più piccola richiesta oppure sedersi per terra dall’altra parte della stessa e avviare urgentissime conversazioni mattutine con lui.

 
Fatto:
L’altro giorno era l’onomastico del brother.

La nanerottola, a pranzo, gli ha fatto trovare sotto al tovagliolo un cartoncino con qualche cuoricino qua e là su cui campeggiava la seguente scritta:

 
 
Al mio caro papà, per il suo onomastico
 
BUONO PER 1 CACCA INDISTURBATA (valido per massimo 20 minuti)
 
Con tanto amore
 
 
 
Senza saperlo, la peste mi ha dato una buona idea per il prossimo regalo al Polpetta.

VIVA LA VIDA

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Finalmente è arrivata la nostra figlia adottiva.

Si sa, una casa è vuota senza un frugoletto che ti corre incontro quando rientri, la vita non ha un perché senza quel senso di continuità che solo una giovane creatura ti può dare e poi è pure necessario aprirsi all’altro, uscire dal bozzolo chiuso e abitudinario della coppia felice e autoreferenziale, provare a pensare per tre e non più solo e sempre per due, tu ed io, io e tu. Eh!

L’iniziativa è stata mia. Il polpetta mi ha dato l’ok molto di buon grado.


Sarà perché l’adottata è un’australiana di 18 anni di nome Natasha?

MANUALE D’USO PER LA MOGLIE N. 2 DEL SIGNOR POLPETTA VOLANTE

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Si offre alla miglior offerente marito usato in ottimo stato, grande lavoratore e cuoco raffinato.

 

Non ha grandi necessità di manutenzione, tranne una  randellata sui denti di tanto in tanto.

 

Ad esempio, la moglie n.2 dovrà stare all’erta quando la domenica sera, usciti dal ristorante dove avete trascorso una bella serata con altre due coppie che avete da poco cominciato a frequentare, al momento dei saluti pensa bene di prolungare l’allegra serata con “Dai, adesso tutti a casa nostra per un bel grappino! E poi ho giusto una scatola di Coiba da inaugurare!”. La moglie numero 2 sappia che non c’è verso che lui interpreti correttamente il tuo sorrisetto di circostanza o il tuo silenzio. E’ totalmente incapace di comprendere che proprio quella domenica lì è stata trascorsa nel più totale abbrutimento casereccio e che perciò la tua dimora non può aprirsi all’accoglienza di persone che hanno ancora di voi un’immagine di coppia tanto perbene e che, pertanto, entrati in casa avranno (e hanno avuto) modo di vedere:

1.   piazzata davanti all’uscio di casa, lisca di spigola mangiata a pranzo collocata di traverso nella ciotolina del gatto, corredata di pezzi di pesce penzolanti tutt’intorno (quello stronzo del gatto proprio oggi ha deciso di non farsi vedere?);

1.      cartone vuoto dell’ikea in bella vista nell’ingresso;

2.      divano sfatto e  plaid ammucchiati alla rinfusa sullo stesso;

3.      mutande e calzini sparsi sui termosifoni ad asciugare;

4.      caminetto completamente spento;

5.      poggiate sullo sgabello del pianoforte, n. 2 ante di un armadio che tu, moglie n.1, ti stai montando da sola (perché lui, pur essendo perfettamente a suo agio con le dinamiche del motore di un airbus o del suo sistema elettrico, è totalmente impedito nella lettura del manualetto d’istruzioni dell’ikea);

6.      cappellino di pile posato sul tavolo da cucina;

7.      cialde usate del caffé dimenticate vicino alla macchinetta dell’espresso;

8.      libri aperti a faccia in giù in giro per la casa.

 

Non serve a niente che i bagni siano l’unica zona in perfetto stato (perché, saremo casinisti, ma all’igiene ci teniamo, eccheccazzo), mica puoi far accomodare le persone sulla tazza del cesso e poggiare il vassoio con i bicchieri sul bidé.

 

Sappia, la moglie n.2, che quando in macchina lei lo cazzierà, dovrà esercitare tutto il suo autocontrollo per non prenderlo a cazzotti quando lui ti sorriderà e ti risponderà “MA DAI, AMORE, CHE VUOI CHE SIA, perché TI FORMALIZZI?”

Incontri

Il mondo dei blog viene spesso demonizzato, le conoscenze virtuali stigmatizzate come qualcosa di superficiale e osceno e gli incontri devirtualizzati degli azzardi imprudenti.

Può essere vero. Chi lo sa.

Però la mia esperienza fino ad ora è di tutt’altra natura. Forse perché nel tempo avviene una selezione naturale, forse perché attraverso quella finestra lì alla fine arrivi a conoscere alcuni aspetti della persona reale che si nasconde dietro un avatar, un nick, una maschera. E operi una scelta, a volte difficile nella vita reale, orientando i tuoi interessi solo verso le persone (o le maschere) che più ti aggradano.

Puoi anche decidere un giorno di aprire la tua casa a delle persone che hai incontrato nella vita reale solo per mezzora, ma che nella rete di relazioni intessute in web hanno una loro precisa collocazione, tra i preferiti.

In fondo, ho spiegato oggi a mia madre per la quale il PC è l’invenzione più misteriosa del secolo assieme al telefonino, è come quando avevo i famosi amici di penna che poi magari d’estate si materializzavano davanti alla porta di casa e venivano accolti con allegria e da lei nutriti tutti a botta di orecchiette con le polpette, non senza una punta di divertimento.

Pertanto, ecco arrivarti a casa un trio di  sconosciuti per un invito a pranzo. Il Salypimienta, allertato a dovere, si è preparato con un suo menù a base di mare.

L’atmosfera è rilassata, si chiacchiera, si beve, è come se ci si conoscesse da tanto. Il Polpetta è a suo agio, nonostante questo sia solo il mio mondo. E’ naturale chiedere a loro di mandare a quel paese il campeggio e trattenersi qui da noi. Il posto c’è per tutti.

Loro sono persone garbate, hanno voglia di stare ma temono di essere inopportune. Si convincono e rimangono.

E si rivelano persone straordinarie. Ci avevo azzeccato. Cade la maschera, cade l’avatar, cade tutto, ma sotto è tutto uguale, non ci sono menzogne, il virtuale e il reale coincidono perfettamente. Quelle qualità che mi avevano attirato nel blog non solo si confermano ma vengono superate dalla realtà. Lei è davvero pagurosa e intrigante, con uno sguardo che ti scava dentro, L’Amicadelcuore è una delizia dal sorriso meraviglioso, Lui ha i tratti mediterranei, ciglia lunghissime ed ha un modo di fare che te lo rendono simpatico al primo “ciao”.

Tre giorni di mare, cibo, vino e allegria con tre persone davvero deliziose. 

L’estate non poteva concludersi meglio.

Vederli andar via è stato triste (non per i miei bicchieri, che stanno ancora brindando tra di loro per la fine dello sterminio).

I particolari? Sapete a chi chiederli.

xmas home
Mi viene sempre il magone quando devo smantellare le decorazioni natalizie a casa mia. 

Ieri mi sono fatta coraggio e ho riportato tutto in soffitta. Non senza aver prima fatto uno scatto al caminetto, che mi piaceva tanto con quella ghirlanda piena di lucine.

Ora sulla mensola ci sono solo delle foto. Per la ghirlanda appuntamento al prossimo natale.