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A scuola può succedere che una professoressa di latino incompetente e, dettaglio poco trascurabile, incredibilmente oca (con tutto il rispetto per le oche) riesca a farsi spostare dal biennio al triennio (perché secondo lei fa più figo) mettendola in quel posto alla prof. più brava del liceo. Che il latino in un liceo classico sia una delle materie caratterizzanti e peraltro pure argomento di seconda prova scritta agli esami non è importato a nessuno. Tanto meno al sig. preside, di cui accade che la suddetta prof. sia figlia, maguardaunpò.
L’incompetenza e l’ocaggine insieme costituiscono un mix incredibilmente distruttivo, soprattutto in un momento delicato come questo, quando i ragazzi cominciano ad essere sotto stress per gli esami. Al punto che ieri è stata necessaria l’ambulanza per soccorrere Tommaso, preda di una crisi di nervi a seguito litigata con la cretina.
Madame Ochett è una vera minus habens.
Bisogna vederla per credere che esista un esemplare del genere. Sempre felice e sempre sorridente, ma di un sorriso ebete, inconsapevole, attraversa i corridoi salutando tutti (alunni e professori) con “Ciao, cuoreeee” “Ciao amoreeeee!”, strascicando le vocali e nasalizzando i suoni.
Allora, se tu mi dici “ciao cuoreeee” io ti guardo, penso che sei scema perché io e te confidenza non ne abbiamo mai avuta e vado avanti, ma se lo fai ai ragazzi di 19 anni con i quali hai un rapporto pessimo, questi si sentiranno presi per il culo, come di fatto lo sono.
Questi finora sono dettagli che fanno colore.
Il guaio serio è che questa qui la sua materia non la conosce per niente. Non è capace di correggere le versioni che lei stessa assegna e, siccome le manca del tutto il senso della decenza e del pudore, se le fa correggere dal più bravo della classe (media del 10). I compiti di letteratura, invece, sono strutturati a quiz “così quando andrete a fare le selezioni all’università vi troverete bene”. Ma tutti noi prof. sappiamo benissimo qual è l’unica utilità dei compiti a quiz: si correggono in un attimo. Diciamo nel 90% in meno del tempo. Pur essendo una grande tentazione, nessun professore decente li propina.
Inoltre, mentre le tracce dei temi una se le deve inventare e calibrare esattamente sul tipo di attività svolte per quel tipo di argomento, i quiz te li offre già pronti la casa editrice del libro di testo in uso. Capito che comodità?
Però la stronza, proprio nell’ultimo compito in classe decide di fare la furbata e sceglie, senza peraltro leggerlo bene, un test a caso da un’altra fonte. I ragazzi, dunque, si sono trovati davanti a domande riguardanti argomenti mai affrontati prima o affrontati solo di striscio e pochissime domande relative agli argomenti su cui lei stessa aveva detto di prepararsi. Colpo Basso! Bassissimo, per un ultimo compito in classe.
A nulla sono valse le proteste degli studenti. “Ma, insomma, in fondo è cultura generale, non le sapete già da voi queste cose?” e tira fuori la solita scusa “Così sono i test d’ammissione all’università!” Ora se per cultura generale mi chiedi chi è il presidente degli usa o cos’è un lemure, io ti posso pure rispondere, ma se le domande sono sui principi del neoplatonismo che tu non hai spiegato, allora io ti gonfio di botte, brutta troia.
“Professoressa, una cosa è fare i test d’AMMISSIONE all’univ., una cosa è fare l’ultimo compito di latino dove io sono tenuto a dimostrarle che ho studiato l’argomento da lei stessa indicato” ha protestato Tommaso.
E’ stato allora che è successo.
Madame Ochett ha fatto una cosa che non doveva fare: ha tirato in ballo “cuoreeeee” “amoreeeeee” e Tommaso ha cominciato a star male. Non riusciva più ad aprire le mani, chiuse a pugno, il corpo si è irrigidito come se forse marmo e ha cominciato a tremare.
“Prof. Tommaso sta male”le ha detto il compagno di banco.
“Cuoreeeeee, ma non è che ora stai esagerandooooo?” è stata capace di dire l’idiota.
I suoi compagni lo hanno portato fuori e lo hanno fatto stendere, insomma, gli hanno prestato i primi soccorsi improvvisando un po’ e cercando di ricordare come si fa nei film di ER. Lei è uscita, ha detto solo “chiamate il 118” ed è rientrata in classe, come se niente fosse.
L’ambulanza è arrivata. Crisi di nervi, è stata la diagnosi. Ma Tommaso si è ripreso presto: aveva solo bisogno di un po’ d’aria pulita.