Jeddah, sera della patenza. Siamo finalmente in aereo.
Io leggo, mentre siamo in fase di rullaggio. E' un bel po' che si rulla. Alzo lo sguardo e chiedo al polpie, ma quanto cavolo è lungo il giro prima della pista? Lui mi fa notare che siamo assolutamente fermi. Il leggero sballottolìo che avverto è quello della tempesta di sabbia. Incredula, guardo dal finestrino. Sabbia, tuoni e fulmini. Cioè, un vero temporale ma al posto della pioggia c'è la sabbia. La tempesta è così forte che riesce a muovere un Boeing 747.
Non chiedo al Polpie cosa succede ai motori in casi del genere. Preferisco non sapere.
Dopo più di un'ora fermi sulla pista, finalmente decolliamo.
A Ryiadh, dove abbiamo due ore di sosta, apprendiamo che l'equipaggio del volo successivo è rimasto bloccato dalla tempesta di sabbia a Jeddah. Le ore di sosta diventano quattro.
Ripartiamo da Riyadh che è ormai l'alba. Una volta a Milano, abbiamo conferma che la nostra coincidenza è persa, però ci dicono c'è un volo per Roma che parte dopo 40 minuti, se ci va bene lo stesso…
Facciamo di corsa i biglietti e andiamo a Roma (del resto, sempre più vicina a casa di Milano è). Fortunatamente da Roma riusciamo a trovare un volo per Bari dopo un'ora.
In macchina, mentre torniamo a casa, penso "appena mi butto sul divano lo stupro (il divano)", tanto sono stanca.
Vedo il paesaggio farsi senpre più familiare e conto i minuti che mi separano da casa mia, dalle mie bestioline, dalla bella dormita che mi farò.
Finalmente arriva il momento di infilare la chiave nella toppa. Ma c'è qualcosa che non va. L'odore. Il tanfo di morte.
Apro la porta e i miasmi pestiferi c'invadono polmoni, occhi e gola.
Faccio una rapida conta dei miei gatti. Ok, sono tutti fuori. Provo ad accendere la luce e la verità mi si dischiude in tutto il suo orrore: è scattato il salvavita, probabilmente appena sono partita, e tutto quello che era in freezer (carne, pesce, sughi,funghi ecc.) si è letteralmente decomposto. Abbiamo passato due ore con le bandane sul naso per cercare di pulire tutto, sforzandoci di cacciare indietro i conati e annusando ogni tanto l'aceto per non svenire.
Impressionante. Credo che il frigo non lo recupereremo più, non siamo riusciti ancora a mandar via quell'odore terribile.
Nonostante ciò, è bello essere a casa.





