OK OK, CI VADO DA SOLA, VA BENE?

Quest'anno, per la prima volta nella mia carriera, non sono stata nominata commissaria agli Esami di Stato.

La cosa mi ha gettata nella prostrazione più totale, come potete vedere.

primo giorno di mare

E pensare che sarei potuta essere in riunione con la commissione, stabilire calendari e terze prove, correggere le terze prove, passare tra i banchi il giorno dell'esame a consolare e dare pacche sulle spalle, a passare i bigliettini della prova di matematica, a circuire con le sottili armi della diplomazia ("oh, non rompere, metti sto cacchio di voto in più, che ti costa?") il commissario esterno stronzo (ce n'è sempre uno).

Invece no. Mi tocca soffrire. Affrontare la solitudine e il silenzio della mia spiaggia preferita.

diciassette giugno
Ok, ci vado da sola, prima che mi ci mandiate. Ciao, vado a farmi la borsa del mare.

Incontri

Il mondo dei blog viene spesso demonizzato, le conoscenze virtuali stigmatizzate come qualcosa di superficiale e osceno e gli incontri devirtualizzati degli azzardi imprudenti.

Può essere vero. Chi lo sa.

Però la mia esperienza fino ad ora è di tutt’altra natura. Forse perché nel tempo avviene una selezione naturale, forse perché attraverso quella finestra lì alla fine arrivi a conoscere alcuni aspetti della persona reale che si nasconde dietro un avatar, un nick, una maschera. E operi una scelta, a volte difficile nella vita reale, orientando i tuoi interessi solo verso le persone (o le maschere) che più ti aggradano.

Puoi anche decidere un giorno di aprire la tua casa a delle persone che hai incontrato nella vita reale solo per mezzora, ma che nella rete di relazioni intessute in web hanno una loro precisa collocazione, tra i preferiti.

In fondo, ho spiegato oggi a mia madre per la quale il PC è l’invenzione più misteriosa del secolo assieme al telefonino, è come quando avevo i famosi amici di penna che poi magari d’estate si materializzavano davanti alla porta di casa e venivano accolti con allegria e da lei nutriti tutti a botta di orecchiette con le polpette, non senza una punta di divertimento.

Pertanto, ecco arrivarti a casa un trio di  sconosciuti per un invito a pranzo. Il Salypimienta, allertato a dovere, si è preparato con un suo menù a base di mare.

L’atmosfera è rilassata, si chiacchiera, si beve, è come se ci si conoscesse da tanto. Il Polpetta è a suo agio, nonostante questo sia solo il mio mondo. E’ naturale chiedere a loro di mandare a quel paese il campeggio e trattenersi qui da noi. Il posto c’è per tutti.

Loro sono persone garbate, hanno voglia di stare ma temono di essere inopportune. Si convincono e rimangono.

E si rivelano persone straordinarie. Ci avevo azzeccato. Cade la maschera, cade l’avatar, cade tutto, ma sotto è tutto uguale, non ci sono menzogne, il virtuale e il reale coincidono perfettamente. Quelle qualità che mi avevano attirato nel blog non solo si confermano ma vengono superate dalla realtà. Lei è davvero pagurosa e intrigante, con uno sguardo che ti scava dentro, L’Amicadelcuore è una delizia dal sorriso meraviglioso, Lui ha i tratti mediterranei, ciglia lunghissime ed ha un modo di fare che te lo rendono simpatico al primo “ciao”.

Tre giorni di mare, cibo, vino e allegria con tre persone davvero deliziose. 

L’estate non poteva concludersi meglio.

Vederli andar via è stato triste (non per i miei bicchieri, che stanno ancora brindando tra di loro per la fine dello sterminio).

I particolari? Sapete a chi chiederli.

SIGNORI SI NASCE…

Quando arriva l’alta stagione il Polpetta dice che aprono le gabbie. Approfittando dei prezzi stracciati di certe mete (una settimana a sharm costa meno di un weekend in un qualsiasi italico luogo di villeggiatura) orde di gente si ammassano negli aeroporti e affollano gli aerei italiani, in ciabatte mutandoni e canottiera, o quasi.

Molta di questa gente non è abituata a volare e fin qui niente di strano. Il problema è che tanta non ha neanche nessuna voglia di imparare a stare in un aereo e non capisce che bisogna fare quello che ti si dice di fare, se non vuoi causare problemi a te e agli altri.

 

Un giorno, per esempio, mi trovavo su un volo low cost, tratta Bari – Londra. A bordo, sparsa per tutto l’aereo, c’era una comitiva di primati di Bari vecchia (da dove provengono certi folkloristici calciatori, e ho detto tutto). Il portellone non era stato neanche chiuso che hanno cominciato a tirar fuori generi di conforto e a scambiarsi convenevoli nel loro elegantissimo patois.

 

“Ualiò, ce wì la mozzarell?” (caro giovane, desideri una mozzarella?)

 

“A mozzarell dangill a sor-t! Dò teng nu f-lòun pa mortadell j u pruvlòun, ca fesh r-sushtà i muurt!” (la mozzarella di cui sopra sei liberissimo di offrirlo alla tua germana, perché si dà il caso che io qui possa disporre di un succulento filoncino di mortadella e provolone, talmente fragrante da essere in grado di riportare in vita coloro che non sono più).

 

Subito dopo, nel preciso momento in cui l’aereo staccava le ruote da terra, in fase di massima accelerazione e poi di massima pendenza, uno di questi energumeni si alza per prendere la borsa frigo dalla cappelliera, rischiando di far male a sé, cosa di cui il mondo avrebbe ringraziato il caso, ma soprattutto gli altri.

 

Assistente di volo, con voce incredula: “Sit down, please!”

 

Energumeno di Bari Vecchia, appeso alla cappelliera aperta come se fosse uno ski-lift: “Ce cazz vol kess!” (quali esigenze sta estrinsecando codesta fanciulla?)

 

Gli altri passeggeri: “Ha detto di stare seduto!”

 

EdBV: “Asptass!” (che attenda)

 

AV: “Sit down, now!”

 

EdBV: “Le muert ca tin, statt citt!” (taci  e, se ti risulta difficile, fallo per amore dei tuoi defunti)

 

La hostess è costretta a slacciarsi le cinture e arrancare faticosamente in salita verso l’umanoide.

 

AV: “Ehi, man! Sit down… NOW! …And fuck you!” (e questa è stata la prima volta che ho beccato  un’assistente di volo a mugugnare una parolaccia)

 

Non parliamo poi dei cellulari.

Il divieto d’usarli viene preso come il semaforo rosso a Napoli, un consiglio e basta. Molti pensano che siano le solite regolette cacacazzo messe lì proprio per essere infrante senza problema. Spesso certi esemplari di caproni si spingono oltre i confini dell’umana decenza per difendere il loro sacrosanto diritto ad usare il loro telefono a bordo. A volte il Polpetta ha dovuto alzarsi dal suo posto ai comandi dell’aeroplano per esercitare l’autorità di pubblico ufficiale minacciando di sporgere denuncia, con conseguenti strascichi penali. Solo così le belve diventano gattini ammansiti.

Un giorno il cafone di turno reagì apostrofando l’assistente di volo con “che cazzo vuoi, brutta troia!”

Che maleducazione!

Che poi più tardi, a cena, l’assistente abbia commentato l’accaduto con queste parole “…perché, comandante, e mica uno mi può dare della brutta troia così… Oddio…troia forse un pochino, MA BRUTTA PROPRIO NO!” non è che stemperi la gravità dell’episodio.

E qui, a pensarci bene, tanto tranquilla non sto.